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Visualizzazione dei post con l'etichetta Francese

Sincerità versus onestà ("Yoga" di Emmanuel Carrère)

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  Carrère è un autore che ha il dono di farsi leggere con la stessa rilassatezza con cui si sta ad ascoltare un amico graziato dal dono dell’affabulazione. Se non si è infastiditi dalla frammentarietà e dalla sensazione di incompiutezza, “Yoga” è un libro in grado di sollevare temi profondissimi (la meditazione, la morte, la malattia, la solidarietà, la speranza, l’amore, il sesso, il mistero, la famiglia, solo per citarne alcuni) senza che la lettura diventi faticosa, grazie alla grande facilità espressiva (e narrativa) dell’autore, uno degli esponenti più noti e virtuosi della cosiddetta autofiction. Carrère parla di sé, e del suo sé più fragile e urticante, con una sincerità priva di retorica e con arguzia non scontata: se è artefazione anche questa sincerità continuamente esibita, non lo sapremo forse mai, e in fondo non ci interessa. In letteratura è più interessante il torbido del limpido ( e con questo lascio alla curiosità di chi legge l'approfondimento relativo alle a...

Amarti m'affatica (“Felici i felici” di Yasmina Reza)

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  Il mio incontro con Yasmina non è stato tra i più fecondi, chissà perché mi ero fatta tutta un’altra idea di questa autrice. Pensavo del tutto ingiustificatamente di trovarmi tra le braccia di una Azar Nafisi (perché mai poi?), invece mi sono trovata con una signora dell’intellighenzia francese che non mi ha destato grande empatia. L’opera in questione, composta da un serie di racconti affidati a un reticolo di personaggi in vari modi collegati tra di loro (anche questo mi è parso un dejà vu , ma chissà) sono descrittivi di un mondo che l’autrice conosce bene, milieu parigino intellettuale alto borghese. Certo, non sono ambienti in cui non faccia capolino la morte, la malattia, il dolore, la menzogna, la violenza, la meschinità, ma c’è stato qualcosa che ha assunto un sapore di teatralità e di  artificio durante la mia esperienza di lettura. Yasmina Reza in effetti è una drammaturga sapiente nel creare un ritmo narrativo, nel tratteggiare i personaggi e nel combinare gli in...

Più amara della morte (“La donna gelata” di Annie Ernaux)

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Annie Ernaux prosegue con il suo viaggio letterario autobiografico, un viaggio senza finzioni e senza sconti, dove la sua vita appare allo stesso tempo scarnificata e vestita di poesia. “ La donna gelata ” non è tra le sue opere lette finora che mi hanno catturato maggiormente: ricordo di essere rimasta molto più avvolta da “Il posto” e da “Gli anni”. Ma la significanza di tutto il libro va oltre la fascinazione che può aver esercitato a prima vista : mi sono infatti convinta che non mi abbia catturato come gli altri perché ne ho percepito la terribile verità, ancora attuale, pur con gli innegabili avanzamenti che tutte noi abbiamo potuto registrare negli anni. Annie Ernaux mi ha fatto sentire pesante ogni singola scelta obbligata che ancora ti investe solo perché sei una donna. Non importa se sei una intellettuale, una lavoratrice, una sposa o una mamma. Per te non è consentito il tempo dilatato, unico vero prezioso gioiello che varrebbe la pena di farsi regalare, perché per te esist...

Come lacrime nella pioggia ("Io sono vivo, voi siete morti" di Emmanuel Carrère)

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Carrère è riuscito a creare un modello tutto suo nel comporre biografie atipiche di personaggi pazzeschi: basta menzionare "Limonov" o "L'avversario" per capire subito di cosa sto parlando. Come a volte mi capita, ho attraversato una fase di grande esaltazione per questo autore francese, leggendo molto di quello che ha scritto (quasi tutto). Con il tempo la passione si è un po' sbiadita, l'amore è diventato una bella amicizia, e questa lettura, per quanto stimolante e intelligente, non ha tuttavia riacceso il fuoco dell'amore. Questa volta si tratta della biografia di Philip K. Dick, la vita pazza e sconclusionata di un grande autore di fantascienza, paranoico e ossessionato, dipendente da farmaci e anfetamine, infantile e inconcludente, in grado di trasformare la propra insoddisfacente realtà, fatta di incubi e problemi economici, in labirintica fantascienza. Carrère, appassionato cultore di P.K. Dick, descrive magnificamente la sua vita, senza nasc...

Una vestaglia rossa per morire ("La vita davanti a sé" di Romain Gary)

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E' un'epoca di grande difficoltà nel leggere e ancora più grande difficoltà nello scrivere. Pur tuttavia, sono giunta a fine di questo romanzo, che avevo in animo di leggere da tempo. Pazienza se il mio commento sarà breve e poco meditato. Son tempi afasici. Romain Gary si è tolto la vita nel 1980, con una vestaglia di seta rossa appena acquistata, affinché non fosse troppo oscena la vista del sangue, dato che aveva deciso di spararsi un colpo di pistola in testa. Ha lasciato un biglietto con scritto : «Nessun rapporto con Jean Seberg. I patiti dei cuori infranti sono pregati di rivolgersi altrove» . Subito, anzi prima di subito, ho pensato a Cesare Pavese (" non fate troppi pettegolezzi "), e questo è bastato per spingermi a leggere il libro più noto di questo autore. Per completezza, Jean Seberg era la sua giovane ex moglie, attrice, morta suicida l'anno prima (trovata nuda e sbronza dentro un'automobile). La stessa biografia di Gary sembra uscita dal...

In Mater Veritas ("Una donna" di Annie Ernaux)

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" Era lei [...] a unire la donna che sono alla bambina che sono stata " Annie Ernaux, "Una donna" Le madri sono il luogo dal quale proveniamo, a volte il luogo dove vogliamo andare ma più spesso il luogo dal quale passiamo l'intera vita a scappare, senza riuscirci mai troppo bene. Le madri sono enigmi che in pochi hanno davvero voglia di risolvere. Le madri sono un incrocio talmente potente di simboli e di forze, che il loro vortice continua a inghiottire lacrime anche quando loro stesse non ci sono più. Le madri sono tutte uguali e tutte diverse. Soprattutto sono diverse. Le madri sono anche figlie. Ma è soprattutto da madri che sbagliano. Le madri sono fra le creature più osservate dell'universo, e non lo sanno: ci son dettagli che continuano a vivere nel profondo delle loro figlie per sempre (e pensare che loro si son sempre lamentate di non interessare a nessuno). Le madri sono donne, prima dopo e durante. Il libro di Annie Ernaux, che descrive ...

La ragazza del 1958 (“Memoria di ragazza” di Annie Ernaux)

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Purtroppo non ho ancora avuto modo di parlare del grande piacere che mi deriva dalla lettura dei libri di Annie Ernaux, perché quando ho letto “Gli anni”, “Il Posto” e “L’altra figlia” non avevo ancora cominciato a tenere un blog-diario delle letture. “Annie Ernaux è il nome di un puzzle i cui pezzi formano ormai, libro dopo libro, una delle opere letterarie più importanti dei nostri tempi.” Così scrive Le Nouvel Observateur, e in effetti, leggendo nel corso degli anni i suoi libri, la sensazione è quella di visitare le stanze di un museo emotivo dedicato alla sua vita, alla sua famiglia, al tempo personale e ai tempi collettivi che l’autrice ha attraversato. Anche in “Memoria di ragazza” infatti è la stessa Annie a scandagliare se stessa, una se stessa diciottenne ragazzina e poi giovane donna, con l’incredibile abilità di recuperare, più di 50 anni dopo, come in una specie di transfert, il modo di pensare e di sentire di una ragazza alle prese con l’amore, il sesso, la ...

Piatto freddo ("L'arcipelago della nuova vita" di Andreï Makine)

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Gli ingredienti per una lettura affascinante ci sarebbero tutti. Il luogo : la taiga misteriosa, ai confini del mondo, in un luogo remoto della geografia. La Siberia orientalissima e l'oceano ghiacciato, le isole Šantar, misteriose, e le correnti micidiali. Il clima : freddo, freddo e ancora freddo. Anche se a un certo punto è estate. Il periodo : prima e dopo la morte di Stalin, a cavallo fra arcipelago Gulag e libertà (più o meno). La storia d'amore : lei donna misteriosa, Dersu Uzala al femminile, tungusa con occhi a mandorla e zigomi mongoli; lui soldato ma anche uomo in fuga, coraggioso e scampato alla morte, ma non per questo privo di una sensibilità da filosofo. L'autore : scrittore russo esule che risiede in Francia dove ha chiesto asilo politico e scrive in francese. E' anche membro dell'Académie Française , non so se rendo. L'ambiente circostante : la natura nella sua accezione kantiana di sublime dinamico. Mirabile e grandiosa potenza di...