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Visualizzazione dei post con l'etichetta Russa

Illusione e ossessione (“La Sonata a Kreutzer” di Lev Tolstoj)

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  Per qualcuno questa è fra le opere più infelici del grande padre della letteratura russa. A me sembra più corretto dire che è probabilmente una delle opere scritte durante uno dei periodi più infelici della sua vita, dove fa convergere tutto il suo dolore e dove esprime un pensiero sull’amore così assurdo e così bislacco che sembra una specie di “cura” con cui si è provato a lenire le proprie ferite. Non lo sapremo mai. Quello che ci resta è un romanzo breve e magico, epifanico, oscuro e affascinantissimo. Anche e soprattutto, nella mia esperienza di lettura, per la fragilità dell’autore che ne traspare. E’ la storia di un femminicidio narrata con un espediente quasi cinematografico: il racconto a uno sconosciuto in treno, con i flashback continui e le interruzioni di un presente che irrompe, alle fermate del treno. Ci sono molti dei topoi letterari più usati, che Tolstoj usa però prima e meglio di molti altri: il treno, il pianoforte, il viaggio notturno, l’adulterio, la gelos...

Piccola donna tenace (“Zuleika apre gli occhi” di Guzel' Jachina)

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  Zuleika la contadina, la donna ignorante, la tatara infaticabile, piegata dal lavoro, dalle prepotenze, dalla violenza che la circonda. Zuleika che scopre l’amore anche nell’inferno ghiacciato della Siberia, deportata, schiantata dalla fatica, ma sempre fiduciosa, semplice di animo, generosa. Zuleika che apre gli occhi e si sveglia nelle mattine fredde, o tiene gli occhi spalancati nella notte, vegliando suo figlio, Zuleika che apre gli occhi sulla vita e sulla morte, Zuleika di fuoco e di coraggio, di passione e di rinuncia. La sua storia ci offre la possibilità di parlare di un periodo poco conosciuto del dominio staliniano sui popoli russi: la dekulakizzazione degli anni Trenta del secolo scorso, ossia la confisca dei beni mobili e immobili dei contadini, definiti kulaki , che prevedeva infine la loro deportazione verso la Siberia. Il freddo e una natura dominatrice e matrigna sono ovunque: neve, boschi, fiumi ghiacciati, foreste, lupi e orsi. E Zuleika, piccola donna tatara,...

Un grande spirito (“I fratelli Karamazov” di Fëdor Michailovič Dostoevskij)

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Chi legge Dostoevskij non si riprenderà più, per tutta la vita, come ha scritto Paolo Nori ( qui  il post), preciso come una freccia dentro la Russia che ognuno si porta dentro. C’è naturalmente imbarazzo da parte mia a dire alcunché su questo romanzo-mondo, non credo di essere capace in poche battute di dare una descrizione sufficiente del viaggio che regala la lettura de “ I fratelli Karamazov ". Spero solo di convincere qualcuno a leggerlo, se non l’ha fatto. Trovo quasi incredibile che una persona come Dostoevskij sia realmente vissuta (e guardare le sue foto e trovarlo somigliante a Leonardo di Caprio non mi aiuta): la sua stessa vita è un capolavoro, i suoi romanzi sono vere e proprie manifestazioni del sublime dinamico, leggerlo rappresenta amplificare il proprio mappamondo emotivo. Aveva 28 anni quando ha guardato di fronte a sé un plotone di esecuzione, per poi trascorrere 4 anni in una prigione in Siberia. Dostoevskij è un uomo (anzi solo un ragazzo) che riesce a scrive...

Le Anime Russe ("I russi sono matti" di Paolo Nori)

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Il sottotitolo di questo particolarissimo libro è : "Corso sintetico di letteratura russa 1820-1991". Ma non deve trarre in inganno, poiché si tratta di un lavoro difficile da classificare: potrei definirlo una guida sentimentale alla letteratura russa, un breviario poetico di motivazioni per amare gli scrittori russi, un piccolo viaggio nell'anima russa. Il sentimento più positivo che desta è una voglia irrefrenabile di leggere (o ri-leggere) i russi. Non solo Tolstoj o Dostoevskij, naturalmente, ma Goncarov, Puškin, Checov, Brodskij, Gogol (💗) , Grossman, Lermontov, Achmatova... e tutti gli altri. Potere, amore e byt sono le tre direttrici su cui si incentra il piccolo viaggio letterario, e ognuno troverà a partire da qui la sua speciale porta di ingresso nella letteratura russa. Byt è un termine intraducibile, che, come spiega meravigliosamente Paolo Nori, indica il quotidiano nel suo farsi, la descrizione della vita che scorre, delle cose più vicine e consuete, che ...

Il sublime, fra di noi (“Guerra e Pace” di Lev Tolstoj)

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  Ho sempre pensato che fosse sconveniente non avere ancora letto “ Guerra e Pace ”, e avevo come un buchino dentro che sentivo di dover riempire. La pandemia mondiale e tutto quello che ancora oggi ne consegue mi hanno dato la spinta necessaria, ma in fondo è soprattutto per amore che all’inizio dell’estate mi sono decisa a intraprendere il viaggio dentro questo romanzo-mondo. Ho scelto l’edizione Garzanti, perché dotata di traduzione dei numerosi dialoghi in francese e sono partita, quasi militaresca, nella lettura. Alla fine ci ho messo quattro mesi, forse anche rallentata dal fatto che questa fase di emergenza sanitaria mondiale ha causato in me, come so in molti altri, una specie di blocco del lettore. Non totale, per fortuna. Oggi però sono contenta di aver percorso queste pagine di scrittura fittissima, carta leggera, dentro un mondo svanito e dipinto dal Tolstoj come in una grande tela.  Sarebbe ridicolo affrontare qui una discussione sul senso dei classici oggi, sul ...

Piatto freddo ("L'arcipelago della nuova vita" di Andreï Makine)

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Gli ingredienti per una lettura affascinante ci sarebbero tutti. Il luogo : la taiga misteriosa, ai confini del mondo, in un luogo remoto della geografia. La Siberia orientalissima e l'oceano ghiacciato, le isole Šantar, misteriose, e le correnti micidiali. Il clima : freddo, freddo e ancora freddo. Anche se a un certo punto è estate. Il periodo : prima e dopo la morte di Stalin, a cavallo fra arcipelago Gulag e libertà (più o meno). La storia d'amore : lei donna misteriosa, Dersu Uzala al femminile, tungusa con occhi a mandorla e zigomi mongoli; lui soldato ma anche uomo in fuga, coraggioso e scampato alla morte, ma non per questo privo di una sensibilità da filosofo. L'autore : scrittore russo esule che risiede in Francia dove ha chiesto asilo politico e scrive in francese. E' anche membro dell'Académie Française , non so se rendo. L'ambiente circostante : la natura nella sua accezione kantiana di sublime dinamico. Mirabile e grandiosa potenza di...