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Confusa e infelice (“La grande casa” di Nicole Krauss)

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Avrei dovuto diffidare subito, fin dalla copertina che riportava una frase del New York Press riferita all’autrice come “la più probabile erede di Philip Roth”. Bum! Se fossi meno ingenua avrei controllato e scoperto che il New York Press era un tabloid a distribuzione gratuita che si trovava nelle metropolitane e nei locali newyorkesi fino al 2011 (mentre oggi esiste solo in versione on line). Insomma non esattamente il “New Yorker” o il “New York Times” … e forse la casa editrice (Guanda) ci ha giocato un po’. Per fortuna ho scoperto solo dopo aver letto il libro che Nicole Krauss è stata per 10 anni la moglie di Jonathan Safran Foer (qualcuno ha visto nel romanzo “ Eccomi ” un accenno alla loro separazione. Per inciso mi era piaciuto): forse avrebbe influenzato il mio pensiero, non so. Meglio aver evitato. In ogni caso il curriculum dell’autrice è di tutto rispetto, ma ho trovato questo romanzo sconclusionato e in parte noioso. L’escamotage della misteriosa scrivania piena di...

Viaggio intorno alla giustizia (La banalità del male di Hannah Arendt)

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Ci sono frasi, espressioni, modi di dire, che rappresentano un intero sistema logico, che al solo essere pronunciate evocano un mondo complesso di valori, punti di riferimento, chiavi di lettura dei fenomeni. “La banalità del male” è una di quelle espressioni spugnose, che assorbono e rilasciano in base al contesto in cui vengono usate.  Non c’è articolo di cronaca nera che non tiri in ballo questa espressione, soprattutto se si tratta di persone comuni e insospettabili che all’improvviso compiono delitti atroci ed efferati. A un certo punto mi sono stufata e ho deciso di leggere il famoso libro di Hannah Arendt dedicato al processo di Eichmann che si svolse a Gerusalemme nel 1961: mi sono ripromessa che in futuro userò l’espressione “la banalità del male” solo in aderenza al senso di chi l’ha concepita e argomentata. Le parole sono importanti, mi ripeto sempre, e vanno usate con parsimonia e circospezione.   Pensavo fosse un saggio filosofico e ne ave...