Cina mon amour (“Cigni selvatici” di Jung Chang)
La storia tumultuosa della Cina e il suo millenario mistero hanno sempre esercitato un magnetismo potente e la storia di Jung Chang, o meglio, la sua insieme a quella di sua nonna e di sua madre, poteva avere le caratteristiche di una saga familiare trascinante, dall’epoca delle concubine fino alle grandi contraddizioni del maoismo. Invece sulla scrittura di Jung Chang predomina una freddezza che è probabilmente il risultato di una vita segnata da grandissime sofferenze. Non a caso la parte più trascinante e coinvolgente è la prima, dedicata alla nonna e al periodo dell’invasione giapponese in Manciuria. E’ la parte di racconto più lontana dalle esperienze dirette dell’autrice e sicuramente quella a cui questa lontananza ha più giovato. Il romanzo si sviluppa poi come un fiume inarrestabile di eventi e dettagli storici, snocciolati in modo a volte quasi asettico, anche nelle descrizioni più "poetiche" di una natura ostile e meravigliosa. Ciò è vero soprattutto nella parte ...