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Donne che fanno la guerra (“Settimana Nera” di Enrico Emanuelli e “Il Re Ombra” di Maaza Mengiste).

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  Mi piace mettere insieme questi due libri, perché li ho letti in sequenza e perché mostrano due raffigurazioni molto diverse del colonialismo italiano in Africa. “ Settimana Nera ” è ambientato in Somalia, a Mogadiscio e dintorni, negli anni Cinquanta . Gli italiani sono ancora lì e anche se non si tratta più di una colonia, il clima sociale riflette ancora la intollerabile protervia di chi si sente padrone, soprattutto verso le donne, ma non solo. E’ la storia di un’ossessione erotica, raccontata con una certa ingenuità: c’è l’intenzione di fare forse i conti con il passato coloniale italiano, c’è un po’ di morbosità, ma non si esce da un sostanziale "pensiero bianco", non si concede a nessuno dei personaggi somali la dignità intellettuale, ma li si dota solo di un misterioso silenzio resistente. E’ comunque comprensibile, il libro è stato scritto nel 1961 da un giornalista che, pur animato da buone intenzioni, non era così “moderno” da sollecitare una riflessione critica ...

Nigerian Blues ("Americanah" di Chimamanda Ngozi Adichie)

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Si vive un sottile senso di rimpianto dopo aver letto un secondo libro di qualcuno che si è scoperto dopo la lettura fulminante del primo, soprattutto quando le aspettative naufragano.  E’ questo che mi è successo con Chimamanda, di cui avevo parlato qui , dopo aver letto Metà di un sole giallo .  Non nego la piacevolezza della lettura, il fascino della storia e di alcuni personaggi minori, ma in Americanah c’è stato qualcosa di artificiale che non mi ha convinto. La protagonista, Ifemelu, ha finito per starmi antipatica. Eppure certi concetti sul razzismo, sulla differenza tra l’essere neri americani e africani, sul modo paternalistico con cui bianchi progressisti finiscono per rendere più subdoli certi meccanismi relazionali, meritavano contesti meno superficiali, a mio avviso.  Vorrei evitare gli spoiler, quindi non mi dilungo in dettagli, ma voglio ugualmente citare due cose che mi hanno sconcertato.  Uno: la totale indifferenza di Ifemelu p...

Back to Africa (Metà di un sole giallo di Chimamanda Ngozi Adichie)

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Non mi ricordo dove ho appreso dell'esistenza di questo libro, e di questa scrittrice. All'inizio temevo una specie di Tayie Selasi, che a suo tempo non mi aveva entusiasmato, ed ecco perché:  già il fatto che lei stessa si fosse definita scrittrice " afropolitan " mi aveva subito fatto storcere il naso, poi dopo aver letto il suo "La bellezza delle cose fragili"  il mio pensiero si era consolidato. Ma Chimamanda (la chiamo per nome perché siamo quasi coetanee, lei è più giovane) mi ha incatenata a questo libro, facendomi scoprire in me un bel po' di ignoranza che non credevo di avere. Della guerra civile in Nigeria e del tentativo di indipendenza del Biafra non sapevo niente: mentre leggevo questo libro la curiosità mi ha spinto a cercare in rete foto e notizie dell'epoca, il sapore della guerra in Biafra mi ha ricordato la guerra del popolo eritreo per l'indipendenza e allora si sono aperte un sacco di finestre emotive legate a ricordi del...