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Struggente amore per un uomo scomodo ("Works", "Shorts", "Il Ponte" di Vitaliano Trevisan)

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Ci sono autori che non vengono scoperti mai: troppo disturbanti, poco avvezzi a far merce delle loro opere, inclini a dire quelle verità corrosive che scomodano praticamente tutti. Vitaliano Trevisan univa a tutte queste caratteristiche anche un’ombrosa fragilità che molti scambiavano per arroganza, forse per inaffidabilità. La sua scomparsa, avvenuta pochi mesi fa, è, oltre che un lutto, un vero e proprio danno letterario: avrebbe scritto ancora e avremmo avuto altre opere da leggere e amare, di uno dei migliori scrittori italiani degli ultimi anni. Works è la sua grande ultima opera , un romanzo di formazione attraverso il lavoro, che l’autore racconta senza finzioni, senza pietà né verso il nord-est operoso e produttivo né verso se stesso. Un memoriale che offre una descrizione del lavoro (e dei lavori) che chiunque dovrebbe conoscere: aziende che vampirizzano la vita, corruzione, evasione fiscale, mancato rispetto delle regole, dinamiche di potere e meccanismi di mobbing, ma anche...

Gerda, l’inafferrabile (“La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek)

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  Un romanzo divisivo: mi sono resa conto che in molti l’hanno letto con fatica e l’hanno ritenuto addirittura sopravvalutato, poiché ha vinto il Premio Strega nel 2018. In realtà è un libro che non ammicca e non sceglie, consapevolmente, la strada della seduzione, pur avendo come soggetto una figura affascinante e misteriosa, in un periodo storico esaltante e persino epico. La storia pressoché sconosciuta di Gerda Taro, fotoreporter di guerra rimasta uccisa sul fronte resistente spagnolo nel 1937 a soli 27 anni, alla fine non poteva che essere raccontata così, in modo corale e nostalgico a tratti, ma anche didascalico e documentatissimo e allo stesso tempo immaginifico e misterioso. Stile raffinatissimo, a partire dalla costruzione temporale e dall'uso del flashback, dal lessico multilingua e dalla descrizione ellittica di ambienti e epoche: un romanzo che non spalanca subito le porte, ma le socchiude piano per poi attrarre in una semi oscurità piena di charme. Gerda, il cui ver...

Amore e Rivoluzione “Il corpo elettrico. Il desiderio nel femminismo che verrà” e “Il Capitale Amoroso. Manifesto per un eros politico e rivoluzionario” di Jennifer Guerra.

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    Ho letto in sequenza questi due libri di Jennifer Guerra, un’autrice femminista nata nel 1995. La sua giovane età può sorprendere, ma conferma l’esistenza di una nuova generazione di attiviste e intellettuali molto convincenti. Certo, non tutte: in rete c’è anche molta improvvisazione e molti fenomeni fastidiosi, ma il caso in questione mi pare non essere uno di quelli. “Il corpo elettrico” è una riflessione in forma di breve saggio, intorno al corpo femminile e al ruolo complesso che assume nella società, da un punto di vista simbolico, politico, fisico e culturale. Il desiderio è la chiave con cui le donne (ma non solo donne, non solo cisgender) possono autodeterminarsi in modo libero, combattendo così gli schemi patriarcali e dando al proprio corpo una valenza collettiva e politica. Non parliamo certo di un’opera dirompente da un punto di vista filosofico o politico, ma ho apprezzato il valore divulgativo che spero lo renda popolare soprattutto fra le ragazze e i ragazz...

Impurissima femmina, strega fattucchiera funestissima (“Streghe. Le eroine dello scandalo” di Ilaria Simeone, “Io sono la strega” di Marina Marrazza).

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Non si può affrontare una riflessione politica sul sistema patriarcale senza sentir nascere in sé una forte curiosità verso la storia di persecuzione delle streghe, sulla quale ancora permane mistero e oscurità, sia sul numero delle vittime dei roghi e dei boia, sia sulla reale portata storica del fenomeno. Io ci son caduta a più riprese, leggendo ogni tanto quel che mi attirava di più (impossibile ad esempio dimenticare Antonia, la stria di Zardino , o Giulia di Marco, Suor Partenope , di cui Vassalli ha scritto) e ritrovandomi ancora una volta affascinata da una figura molto indagata, come quella di Caterina Medici, la strega di Broni, vittima di uno dei processi per stregoneria più famosi e uno degli ultimi ad essere celebrati, nel corso del Seicento. Mi sono dapprima imbattuta nel libro di Ilaria Simeone, a metà fra saggio e narrazione, dove l’autrice ci conduce in un viaggio dalla fine del ‘500 al primo ventennio del ‘700, nel nord Italia, raccontando la condanna per stregoneria d...

Vite che potrebbero essere (”Crossroads” di Jonathan Franzen )

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  Non è facile scrivere qualcosa su un romanzo la cui uscita ha provocato così tanto interesse, che abbiamo visto circolare nelle bacheche di tutti e che è diventato quasi più una tendenza che una lettura su cui riflettere. Insomma il solito problema che si ha di fronte all’eccesso di notorietà, al libro come oggetto di consumo e allo scrittore americano esibito come status da chi non frequenta con troppa assiduità la letteratura. Mi sono imposta di non andare a leggere in giro recensioni più o meno prestigiose, proprio perché in questo blog non si fanno recensioni (ed è bene rileggere qui ogni tanto, per ricordarlo), ma si cerca solo di condividere un diario di letture, personalissimo e per lo più composto da sensazioni, emozioni, pensieri vaghi e sparsi. Premesso tutto ciò, anticipo subito che ho letto “ Crossroads ” con grande gusto, godendomelo pagina dopo pagina e apprezzando la grandiosa capacità di Franzen di elaborare e ritrarre i personaggi. In questo romanzo mi pare che ...

Piccola donna tenace (“Zuleika apre gli occhi” di Guzel' Jachina)

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  Zuleika la contadina, la donna ignorante, la tatara infaticabile, piegata dal lavoro, dalle prepotenze, dalla violenza che la circonda. Zuleika che scopre l’amore anche nell’inferno ghiacciato della Siberia, deportata, schiantata dalla fatica, ma sempre fiduciosa, semplice di animo, generosa. Zuleika che apre gli occhi e si sveglia nelle mattine fredde, o tiene gli occhi spalancati nella notte, vegliando suo figlio, Zuleika che apre gli occhi sulla vita e sulla morte, Zuleika di fuoco e di coraggio, di passione e di rinuncia. La sua storia ci offre la possibilità di parlare di un periodo poco conosciuto del dominio staliniano sui popoli russi: la dekulakizzazione degli anni Trenta del secolo scorso, ossia la confisca dei beni mobili e immobili dei contadini, definiti kulaki , che prevedeva infine la loro deportazione verso la Siberia. Il freddo e una natura dominatrice e matrigna sono ovunque: neve, boschi, fiumi ghiacciati, foreste, lupi e orsi. E Zuleika, piccola donna tatara,...

Il Re dei Delinquenti ("M. Il figlio del secolo" di Antonio Scurati)

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Ho finito questo libro, ponderoso e poderoso, diversi mesi fa. Ma non sono riuscita a scriverne subito, non so bene per quale motivo. Ho sentito una specie di resistenza, sensazioni ambigue: mi è allo stesso tempo sembrato attraente e respingente. In questi giorni poi ho appreso che a breve andrà in scena lo spettacolo teatrale tratto dal volume, con Massimo Popolizio, anche regista, e Tommaso Ragno, attori che mi piacciono molto, e quindi mi sono convinta che sia utile superare la mia ambiguità. Anche perché mi piacerebbe davvero vedere lo spettacolo. Innanzitutto sono contenta di averlo letto, anche se non so ancora se proseguirò la lettura con il secondo volume ( M. L’uomo della provvidenza , dove si affronta il periodo del potere, dopo l’ascesa che è al centro del primo volume): è istruttivo, labirintico, a tratti agghiacciante, ma sicuramente apre tanti squarci di consapevolezza sulla figura di Benito Mussolini e di molte e molti altri personaggi (o meglio, persone, poiché reali) ...