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Impurissima femmina, strega fattucchiera funestissima (“Streghe. Le eroine dello scandalo” di Ilaria Simeone, “Io sono la strega” di Marina Marrazza).

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Non si può affrontare una riflessione politica sul sistema patriarcale senza sentir nascere in sé una forte curiosità verso la storia di persecuzione delle streghe, sulla quale ancora permane mistero e oscurità, sia sul numero delle vittime dei roghi e dei boia, sia sulla reale portata storica del fenomeno. Io ci son caduta a più riprese, leggendo ogni tanto quel che mi attirava di più (impossibile ad esempio dimenticare Antonia, la stria di Zardino , o Giulia di Marco, Suor Partenope , di cui Vassalli ha scritto) e ritrovandomi ancora una volta affascinata da una figura molto indagata, come quella di Caterina Medici, la strega di Broni, vittima di uno dei processi per stregoneria più famosi e uno degli ultimi ad essere celebrati, nel corso del Seicento. Mi sono dapprima imbattuta nel libro di Ilaria Simeone, a metà fra saggio e narrazione, dove l’autrice ci conduce in un viaggio dalla fine del ‘500 al primo ventennio del ‘700, nel nord Italia, raccontando la condanna per stregoneria d...

Vite che potrebbero essere (”Crossroads” di Jonathan Franzen )

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  Non è facile scrivere qualcosa su un romanzo la cui uscita ha provocato così tanto interesse, che abbiamo visto circolare nelle bacheche di tutti e che è diventato quasi più una tendenza che una lettura su cui riflettere. Insomma il solito problema che si ha di fronte all’eccesso di notorietà, al libro come oggetto di consumo e allo scrittore americano esibito come status da chi non frequenta con troppa assiduità la letteratura. Mi sono imposta di non andare a leggere in giro recensioni più o meno prestigiose, proprio perché in questo blog non si fanno recensioni (ed è bene rileggere qui ogni tanto, per ricordarlo), ma si cerca solo di condividere un diario di letture, personalissimo e per lo più composto da sensazioni, emozioni, pensieri vaghi e sparsi. Premesso tutto ciò, anticipo subito che ho letto “ Crossroads ” con grande gusto, godendomelo pagina dopo pagina e apprezzando la grandiosa capacità di Franzen di elaborare e ritrarre i personaggi. In questo romanzo mi pare che ...

Piccola donna tenace (“Zuleika apre gli occhi” di Guzel' Jachina)

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  Zuleika la contadina, la donna ignorante, la tatara infaticabile, piegata dal lavoro, dalle prepotenze, dalla violenza che la circonda. Zuleika che scopre l’amore anche nell’inferno ghiacciato della Siberia, deportata, schiantata dalla fatica, ma sempre fiduciosa, semplice di animo, generosa. Zuleika che apre gli occhi e si sveglia nelle mattine fredde, o tiene gli occhi spalancati nella notte, vegliando suo figlio, Zuleika che apre gli occhi sulla vita e sulla morte, Zuleika di fuoco e di coraggio, di passione e di rinuncia. La sua storia ci offre la possibilità di parlare di un periodo poco conosciuto del dominio staliniano sui popoli russi: la dekulakizzazione degli anni Trenta del secolo scorso, ossia la confisca dei beni mobili e immobili dei contadini, definiti kulaki , che prevedeva infine la loro deportazione verso la Siberia. Il freddo e una natura dominatrice e matrigna sono ovunque: neve, boschi, fiumi ghiacciati, foreste, lupi e orsi. E Zuleika, piccola donna tatara,...

Il Re dei Delinquenti ("M. Il figlio del secolo" di Antonio Scurati)

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Ho finito questo libro, ponderoso e poderoso, diversi mesi fa. Ma non sono riuscita a scriverne subito, non so bene per quale motivo. Ho sentito una specie di resistenza, sensazioni ambigue: mi è allo stesso tempo sembrato attraente e respingente. In questi giorni poi ho appreso che a breve andrà in scena lo spettacolo teatrale tratto dal volume, con Massimo Popolizio, anche regista, e Tommaso Ragno, attori che mi piacciono molto, e quindi mi sono convinta che sia utile superare la mia ambiguità. Anche perché mi piacerebbe davvero vedere lo spettacolo. Innanzitutto sono contenta di averlo letto, anche se non so ancora se proseguirò la lettura con il secondo volume ( M. L’uomo della provvidenza , dove si affronta il periodo del potere, dopo l’ascesa che è al centro del primo volume): è istruttivo, labirintico, a tratti agghiacciante, ma sicuramente apre tanti squarci di consapevolezza sulla figura di Benito Mussolini e di molte e molti altri personaggi (o meglio, persone, poiché reali) ...

Una tribù che viaggia ("Nomadland. Un racconto d'inchiesta" di Jessica Bruder)

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Ci sono voluti tre anni e 24mila chilometri percorsi, alla giornalista statunitense Jessica Bruder, per completare il suo libro, Nomadland - Un racconto d’inchiesta , ritratto on the road della comunità americana dei senza fissa dimora, persone in movimento a caccia di lavori temporanei, con le loro case mobili di ogni tipo e spesso costretti a un vita errante in un’età in cui si dovrebbe godere della meritata pensione. E’ l’America dei senza-welfare, quella delle vittime della bolla immobiliare del 2008, trasformatesi in un popolo di nomadi che percorre strade infinite alla ricerca di opportunità. Spesso c'è il bisogno di sfuggire alla tagliola dell'affitto, delle bollette e delle spese ormai diventate inaffrontabili, ma non è raro per molti cercare anche quella libertà e quel senso di comunità che non hanno mai vissuto in una vita da "regolari". “ Molte persone che ho incontrato sentivano di aver trascorso troppo tempo a perdere a un gioco truccato. E così hanno tr...

Donne che fanno la guerra (“Settimana Nera” di Enrico Emanuelli e “Il Re Ombra” di Maaza Mengiste).

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  Mi piace mettere insieme questi due libri, perché li ho letti in sequenza e perché mostrano due raffigurazioni molto diverse del colonialismo italiano in Africa. “ Settimana Nera ” è ambientato in Somalia, a Mogadiscio e dintorni, negli anni Cinquanta . Gli italiani sono ancora lì e anche se non si tratta più di una colonia, il clima sociale riflette ancora la intollerabile protervia di chi si sente padrone, soprattutto verso le donne, ma non solo. E’ la storia di un’ossessione erotica, raccontata con una certa ingenuità: c’è l’intenzione di fare forse i conti con il passato coloniale italiano, c’è un po’ di morbosità, ma non si esce da un sostanziale "pensiero bianco", non si concede a nessuno dei personaggi somali la dignità intellettuale, ma li si dota solo di un misterioso silenzio resistente. E’ comunque comprensibile, il libro è stato scritto nel 1961 da un giornalista che, pur animato da buone intenzioni, non era così “moderno” da sollecitare una riflessione critica ...

Smashing the patriarchy (“Il mostruoso femminile” di Jude Ellison Sady Doyle)

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  E’ singolare che un saggio riesca a incatenare il lettore e a solleticare la sua curiosità in modo così vivace: è la prima caratteristica che mi sento di evidenziare di questo lavoro. Il mostruoso femminile ha un sottotitolo, Il patriarcato e la paura delle donne , ed è questo il tema che sviluppa attraverso l’analisi dei ruoli classici della donna -figlia, moglie, madre- e tramite una esaltante corsa senza respiro nel mito, nella letteratura, nel cinema, nella televisione e nella cronaca nera. La donna diventa un mostro quando è libera e quando sottrae il suo corpo al controllo del patriarcato: questo il filo conduttore del viaggio, che passa da L’esorcista al mito di Lilith, dalle serial killer come Aileen Wuornos a Frankenstein di Mary Shelley, a Twin Peaks ai programmi true crime, a Psycho , alle madri dei più noti serial killer, come Ed Gein o alle madri “cattive” come la Doris Lessing de Il quinto figlio . Non è qui che si può riprodurre la complessità del pensiero che...