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Si, viaggiare (“La misura eroica” di Andrea Marcolongo)

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Il mito degli Argonauti è uno dei più affascinanti della Grecia Antica, il topos letterario (anzi il τόπος) del viaggio come percorso di formazione e rito di passaggio è uno dei più frequentati di tutti i tempi, quindi la materia è sicuramente abbondante e densa di possibilità narrative, di spunti di riflessione, di ipotesi di distillazione filosofica. Eppure avrei preferito un registro meno “tuttologico” : dall’etimologia all'introspezione emotiva con ambizioni universali, mi pare un po’ troppo per lo stesso libro e per la stessa autrice, seppur coraggiosa, giovane e brava. Andrea Marcolongo ama le parole e le sa usare, su questo non c’è dubbio alcuno. Certo, essere stata la creatrice dell’espressione “Generazione Telemaco” quando era una delle ghost writer di Matteo Renzi, ci fa capire che il pallino è sempre quello, così come si intuisce il fatto di provenire dalla scuola di Baricco (tutto ciò un po’ di pregiudizio me lo ha instillato, sono onesta). Comunque, dett...

Lunga vita al Re ("Dolores Claiborne" di Stephen King)

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Chi non ama Stephen King è un ladro o una spia. Partiamo da questo presupposto. Impossibile non adorare questo settantatreenne che twitta allegramente contro Trump dalla sua casa nel Maine. Epica l'affermazione: "la sua presidenza è più spaventosa dei miei romanzi" . Stephen King è simpaticissimo e ha una grande ammirazione per le donne, che nei suoi romanzi sono spesso figure cruciali (nel bene e nel male). Forse anche a causa di una madre che lui ha adorato, impegnatissima in mille lavori per mantenere i due figli dopo essere stata lasciata dal marito, ma sempre in grado di sfamarli, anche attraverso la musica e la letteratura. E non tralascerei la moglie, Tabitha, poetessa conosciuta all'università, sua fondamentale compagna e grande motivatrice. Troppo semplicistico, probabilmente, ma a me piace pensarla così. Per questo, "Dolores Claiborne" è un romanzo che ho amato, tanto quanto la protagonista, questa signora di 65 anni che racconta come un fiu...

Confusa e infelice (“La grande casa” di Nicole Krauss)

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Avrei dovuto diffidare subito, fin dalla copertina che riportava una frase del New York Press riferita all’autrice come “la più probabile erede di Philip Roth”. Bum! Se fossi meno ingenua avrei controllato e scoperto che il New York Press era un tabloid a distribuzione gratuita che si trovava nelle metropolitane e nei locali newyorkesi fino al 2011 (mentre oggi esiste solo in versione on line). Insomma non esattamente il “New Yorker” o il “New York Times” … e forse la casa editrice (Guanda) ci ha giocato un po’. Per fortuna ho scoperto solo dopo aver letto il libro che Nicole Krauss è stata per 10 anni la moglie di Jonathan Safran Foer (qualcuno ha visto nel romanzo “ Eccomi ” un accenno alla loro separazione. Per inciso mi era piaciuto): forse avrebbe influenzato il mio pensiero, non so. Meglio aver evitato. In ogni caso il curriculum dell’autrice è di tutto rispetto, ma ho trovato questo romanzo sconclusionato e in parte noioso. L’escamotage della misteriosa scrivania piena di...

In Mater Veritas ("Una donna" di Annie Ernaux)

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" Era lei [...] a unire la donna che sono alla bambina che sono stata " Annie Ernaux, "Una donna" Le madri sono il luogo dal quale proveniamo, a volte il luogo dove vogliamo andare ma più spesso il luogo dal quale passiamo l'intera vita a scappare, senza riuscirci mai troppo bene. Le madri sono enigmi che in pochi hanno davvero voglia di risolvere. Le madri sono un incrocio talmente potente di simboli e di forze, che il loro vortice continua a inghiottire lacrime anche quando loro stesse non ci sono più. Le madri sono tutte uguali e tutte diverse. Soprattutto sono diverse. Le madri sono anche figlie. Ma è soprattutto da madri che sbagliano. Le madri sono fra le creature più osservate dell'universo, e non lo sanno: ci son dettagli che continuano a vivere nel profondo delle loro figlie per sempre (e pensare che loro si son sempre lamentate di non interessare a nessuno). Le madri sono donne, prima dopo e durante. Il libro di Annie Ernaux, che descrive ...

L'uomo senza volto (“Il simpatizzante” di Viet Thanh Nguyen)

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Finalmente uno sguardo laterale sulla guerra del Vietnam. Per averlo, abbiamo dovuto attendere uno scrittore migrante, un vietnamita arrivato negli Usa nel 1975, dopo la caduta di Saigon e la diaspora, quando aveva solo 4 anni. Viet Thanh Nguyen è cresciuto da vietnamita in esilio in una America che non ha mai fatto veramente i conti con una guerra persa nel modo più penoso: il suo romanzo ha vinto il Premio Pulitzer nel 2016, forse anche per aver saputo rovesciare il paradigma narrativo cui ci hanno abituato libri e film (soprattutto film) sulla guerra in Vietnam. Nonostante  sia convinta dell’importanza e dell’estremo interesse di una storia come questa, manca tuttavia quell’equilibrio tra cinismo, dramma e ironia che avrebbe reso il romanzo un premio Pulitzer anche nel mio cuore. Le prima parte, dedicata alla fuga da una Saigon ormai conquistata dell’esercito del Nord, è sicuramente è la migliore, così come apprezzo la scelta di una narrazione tutta in prima persona ...

Genealogica ("Il caos da cui veniamo" di Tiffany McDaniel)

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Continuano, forse in maniera freudiana, le mie incursioni di lettrice nel mondo delle famiglie disfunzionali/sconclusionate/tossiche/surreali. Lo devo ammettere: tutto sommato comincio a stancarmi di queste scrittrici americane che si salvano da famiglie semi-criminali (me ne vengono in mente almeno altre due: vedi qui , e anche qui ). Tralasciando per il romanzo in questione il tema della credibilità, o almeno della verosimiglianza, cerco di concentrarmi di più sulle cose che ho apprezzato. Non ho (ancora) letto l'esordio dell'autrice, "L'estate che sciolse ogni cosa", che è stato un caso letterario e ha fatto conoscere Tiffany McDaniel anche in Italia, per cui mi baso solo su questo memoir letterario che si ispira alla famiglia della madre dell'autrice, Bitty Lazarus. I Lazarus sono personaggi singolari, in cui il confine fra bene e male è spesso molto labile. Non tutti sono carnefici ma di sicuro tutti sono vittime. Si passa dalla pedofilia inc...

La colpa d'esser bella ("La chimera" di Sebastiano Vassalli)

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Lettura magistrale, per tanti motivi ma principalmente per una scrittura di bellezza nitida, fredda come un ricamo di ghiaccio e allo stesso tempo avvolgente come una pergamena antica. Non sapevo molto di questo romanzo, nonostante sia adottato come libro di testo in molte scuole, un vero e proprio classico moderno, vincitore dello Strega e noto anche all'estero. Per fortuna è giunto il suggerimento del Gruppo di Lettura della mia Biblioteca, ed ecco che "La chimera" è stato il libro del mese di dicembre, permettendomi di colmare una colpevole lacuna. Il saggio storico romanzato è una formula che altri scrittori hanno praticato (da Umberto Eco all'ultimo Scurati di "M."), ma in questo caso siamo di fronte a un esempio davvero eccellente. Non so perché, mi sono venute in mente le celebri lezioni di storia del Professor Alessandro Barbero (per le quali è facile sviluppare una dipendenza): forse per la capacità di tinteggiare lo sfondo storico, spiegando a...