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Polifonia di un massacro ("Atti umani" di Han Kang)

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Atti Umani è un libro sulla "Tienanmen coreana", così come è stato definito il massacro di Gwangju, avvenuto il 18 maggio del 1980, in Corea del Sud. La vicenda era per me sconosciuta ( e penso lo sia per molti lettori italiani: qui   il sito del Memoriale/Archivio storico dedicato alla rivolta democratica del 18 maggio) e ha evocato nella mia testa sinistre analogie con studenti torturati in italianissime caserme genovesi, oltre che la memoria di un bellissimo libro letto tempo fa, Gridavano e piangevano di Roberto Settembre. Ma non voglio rischiare di perdere il baricentro della mia riflessione su quest'opera: è un libro sul dolore e sulle tante voci che lo compongono. E' un libro su come sia possibile raccontare un dramma senza essere drammatici. E' un libro fatto di sette punti di vista, sette storie incastrate una dentro l'altra come matrioske, sette cerchi concentrici intorno a un massacro, sette vite intrecciate dalla morte. E' un libro pol...

I diavoli in corpo (“Bontà” di Walter Siti)

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Quando scrivi molto e sei in una fase avanzata della tua carriera, lunga e gloriosa, va a finire che ripeti te stesso. Così mi pare accada a Walter Siti, del quale non ho letto tutta la bibliografia, ma in quei 4 o 5 libri che ho letto non ho avuto difficoltà a ritrovare sempre gli stessi temi-feticcio. Il sesso mercenario, l’ossessione per i ragazzi-di-vita epigoni dei pasoliniani, tutti palestra e cocaina, il decadimento del corpo, la vecchiaia, i nidi di serpi negli ambienti lavorativi (in questo caso l’editoria), il grottesco e la misoginia, il dolore e la discesa all’inferno. Il tutto elaborato con una maestria letteraria fuori discussione, e anche con la possibilità di spunti di pensiero e di stile di un livello molto alto: la grandezza di Siti è acclarata. Anche nella storia del protagonista Ugo e della sua vita infelice ci sono momenti di rivelazione sublime e di grazia inafferrabile. Tuttavia, in questo “Bontà” (che poi si occupa principalmente della cattiveria) mi è parso...

Finte trasgressioni ("Parlarne tra amici" di Sally Rooney)

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Spesso abbandono le vie conosciute, vittima anche di mode estemporanee, di "fenomeni" letterari patinatissimi e di consigli prezzolati diffusi nei social network. Lo so è terribile, ma alla fine la curiosità vince e utilizzo del tempo per leggere il libro-social del momento. Con Sally Rooney è andata così: la copertina gialla rimbalzava davanti ai miei occhi in continuazione, senza che però nessuno dicesse esplicitamente come era il romanzo, o anche solo di cosa narrasse (dovremmo aprire un capitolo sulle cosiddette influencer e di come siano capaci di consigliare libri che non hanno letto, ma questa sarebbe una divagazione troppo ampia e malmostosa). Alla fine l'ho letto e mi sono sembrate subito esagerate le dichiarazioni sulla presunta genialità dell'autrice, che è giovane (27 anni) e ha scritto questo suo primo romanzo in appena tre mesi. Naturalmente ho pensato al primo romanzo di Roth scritto a 29 anni, "Lasciarsi andare" (senza contare i racconti d...

Il ratto di Europa (“La capitale” di Robert Menasse)

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La prima volta che sono stata a Bruxelles (in uno di quei viaggi di formazione organizzati per conoscere meglio le istituzioni europee) ho alloggiato all’Hotel Atlas, nel quartiere di Sainte Catherine, esattamente dove si apre il romanzo di Menasse, con un misterioso omicidio avvenuto in una delle stanze di quello stesso hotel e un maiale che si aggira per la Rue du Vieux Marché Aux Grains. Ho anche mangiato al ristorante greco Menelas, in cui si incontrano due dei personaggi del romanzo. Questa micro familiarità con i luoghi mi ha subito conquistata, mi sono tuffata nella lettura con molto entusiasmo, anche se non sono riuscita a mantenere la stessa tensione fino alla fine delle 440 pagine. Tanti personaggi, cambi di scena, digressioni, ma uno stile sempre intelligente, sottilmente ironico e mai ridondante. Pulizia di idee e di scrittura. L’autore, viennese, è un profondo conoscitore delle istituzioni europee, delle quali ha cercato di descrivere il volto “umano”, come lui ...

Un uomo così (“Un atomo di verità” di Marco Damilano)

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Ma come, leggi un altro libro sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro e della sua scorta? Si. E sicuramente non sarà l’ultimo. Perché sono convinta che ci siano sempre nuove cose da sapere, perché è una vicenda che è esplosa come una supernova inghiottendo tutto, perché c’è una dimensione umana e politica talmente enorme in questa storia da risultare quasi incredibile. A volte faccio fatica a credere che sia successo veramente. Ero troppo bambina all’epoca e come molti ho anche attraversato fasi molto diverse nel mio rapporto con la storia del terrorismo in Italia. Ma non è di questo che parla il libro di Damilano. Lo sguardo è soprattutto politico, in quel modo divulgativo che è la cifra dell’autore. Chi lo conosce sa che lo “spiegone”* di Damilano sulle vicende politiche, ad esempio, è sempre efficace nell’illuminare i rituali oscuri della politica italiana. Ma non è mai distante, mai freddo. In questo libro, le riflessioni politiche sulla vicenda di Moro non sono mai separate ...

L'acqua in cui nuotiamo ("La morte della verità" di Michiko Kakutani)

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Per chi ama la letteratura americana contemporanea Michiko Kakutani è una specie di istituzione, un po' come Anna Wintour di Vogue per i patiti della moda. Sono di parte per cui dico che Michiko è molto più simpatica della Wintour (sulla fiducia) e possiede sicuramente un intelletto e una cultura letteraria unici. Insomma ne sono una ammiratrice abbastanza convinta. Critica letteraria del New York Times per tantissimi anni, nota per il suo rigore e la sua serietà, sia nelle stroncature sia negli apprezzamenti verso scrittori come Franzen, Foster Wallace, MacEwan, etc. " La morte della verità " è il suo primo libro, e già questo la rende grandiosamente coerente: ha atteso di andare "in pensione" (non scrive più sul NYT dal 2017) prima di pubblicare. Ne conoscete altri così? Si tratta di un saggio brillantissimo sulla menzogna e la decostruzione della verità nell'era di Trump (ma si cita anche l'Italia di Salvini). Non è semplice, né indicato, riassume...

Bildungsroman ("L'idiota" di Elif Batuman)

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L'idiota di Elif Batuman è un libro svagato, tenero, delicato, molto intelligente. Una polaroid di un mondo molto particolare, quello dei teenager e dei ventenni degli anni Novanta, molto dotati intellettualmente e alle prese con amore/futuro/amicizia/speranze/carriera/famiglia/mondo. Selin, la protagonista, matricola ad Harvard di origine turca, potrebbe stare tra Il giovane Holden e La campana di vetro , opportunamente depurati dalla dimensione tragica e di ribellione. La scoperta del crescere per Selin è tutta nella grande differenza tra le parole (quelle della letteratura) e la realtà (quella dei rapporti fra le persone, sempre complessi, spesso fallimentari). Tutti i personaggi sono divertenti, originali e sinceri . O forse è solo lo sguardo della protagonista a renderli così. Sempre benevolo anche quando è ironico, meravigliosamente ennui e ingenuo insieme. L'innamoramento di Selin per Ivan, affascinante dottorando ungherese ad Harvard, passa tutto dalle parole che...