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Una tribù che viaggia ("Nomadland. Un racconto d'inchiesta" di Jessica Bruder)

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Ci sono voluti tre anni e 24mila chilometri percorsi, alla giornalista statunitense Jessica Bruder, per completare il suo libro, Nomadland - Un racconto d’inchiesta , ritratto on the road della comunità americana dei senza fissa dimora, persone in movimento a caccia di lavori temporanei, con le loro case mobili di ogni tipo e spesso costretti a un vita errante in un’età in cui si dovrebbe godere della meritata pensione. E’ l’America dei senza-welfare, quella delle vittime della bolla immobiliare del 2008, trasformatesi in un popolo di nomadi che percorre strade infinite alla ricerca di opportunità. Spesso c'è il bisogno di sfuggire alla tagliola dell'affitto, delle bollette e delle spese ormai diventate inaffrontabili, ma non è raro per molti cercare anche quella libertà e quel senso di comunità che non hanno mai vissuto in una vita da "regolari". “ Molte persone che ho incontrato sentivano di aver trascorso troppo tempo a perdere a un gioco truccato. E così hanno tr...

Donne che fanno la guerra (“Settimana Nera” di Enrico Emanuelli e “Il Re Ombra” di Maaza Mengiste).

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  Mi piace mettere insieme questi due libri, perché li ho letti in sequenza e perché mostrano due raffigurazioni molto diverse del colonialismo italiano in Africa. “ Settimana Nera ” è ambientato in Somalia, a Mogadiscio e dintorni, negli anni Cinquanta . Gli italiani sono ancora lì e anche se non si tratta più di una colonia, il clima sociale riflette ancora la intollerabile protervia di chi si sente padrone, soprattutto verso le donne, ma non solo. E’ la storia di un’ossessione erotica, raccontata con una certa ingenuità: c’è l’intenzione di fare forse i conti con il passato coloniale italiano, c’è un po’ di morbosità, ma non si esce da un sostanziale "pensiero bianco", non si concede a nessuno dei personaggi somali la dignità intellettuale, ma li si dota solo di un misterioso silenzio resistente. E’ comunque comprensibile, il libro è stato scritto nel 1961 da un giornalista che, pur animato da buone intenzioni, non era così “moderno” da sollecitare una riflessione critica ...

Smashing the patriarchy (“Il mostruoso femminile” di Jude Ellison Sady Doyle)

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  E’ singolare che un saggio riesca a incatenare il lettore e a solleticare la sua curiosità in modo così vivace: è la prima caratteristica che mi sento di evidenziare di questo lavoro. Il mostruoso femminile ha un sottotitolo, Il patriarcato e la paura delle donne , ed è questo il tema che sviluppa attraverso l’analisi dei ruoli classici della donna -figlia, moglie, madre- e tramite una esaltante corsa senza respiro nel mito, nella letteratura, nel cinema, nella televisione e nella cronaca nera. La donna diventa un mostro quando è libera e quando sottrae il suo corpo al controllo del patriarcato: questo il filo conduttore del viaggio, che passa da L’esorcista al mito di Lilith, dalle serial killer come Aileen Wuornos a Frankenstein di Mary Shelley, a Twin Peaks ai programmi true crime, a Psycho , alle madri dei più noti serial killer, come Ed Gein o alle madri “cattive” come la Doris Lessing de Il quinto figlio . Non è qui che si può riprodurre la complessità del pensiero che...

Un gigante uomo in un gigante lupo (“Era solo un ragazzo” di Guido Celli)

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  Questo piccolo libro è un poema, composto da 36 canti, dove di verso in verso si impone un viaggio nel rapporto di un figlio con il padre-ragazzo, e nel percorso di rielaborazione che da adulto compie, spiazzando di paradosso in paradosso il lettore, forse non perdonando ma sicuramente emancipandosi attraverso la poesia. Si tratta in realtà del primo volume della Trilogia della Cicatrice, seguito da “ Madre Materno ” e da “ Specchio Sorella ”: il nome dato alla trilogia già dice molto del percorso di cura che l’autore ha socializzato, sia attraverso la poesia sia attraverso le performances con le quali ha presentato i suoi lavori, in tutta Italia. La cicatrice resta in eterno, anche se la ferita è man mano guarita, diventando un ricordo: nei versi di Guido Celli, icastici e quotidiani, emerge la Roma violenta degli anni 80 e 90, emerge la figura di un padre aggressivo e irrequieto, “incendiato come una petroliera nel mare”, incastrato in un ruolo non voluto, di fronte a un b...

La misura del Male (“Il demone a Beslan” di Andrea Tarabbia)

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Il romanzo di Andrea Tarabbia, incentrato sulla strage della scuola n.1 di Beslan, in Ossezia, risale a circa 10 anni fa, ma quest’anno è stato rieditato e grazie a qualche annuncio pubblicato per l’occasione sono venuta a sapere della sua esistenza. Ho letto molto di Anna Politkovskaja su questa vicenda e in generale sulle guerre in Cecenia, per cui sono stata subito attratta da questo libro. Poi è accaduto che proprio ad ottobre 2021 ricorresse il quindicesimo anniversario dell’omicidio della giornalista della Novaya Gazeta, uccisa con quattro colpi di pistola proprio nel giorno del compleanno di Putin nel 2006. Contemporaneamente, proprio quest'anno scadevano i termini della prescrizione e si perdeva la speranza di fare giustizia e individuare i mandanti del suo assassinio.  Infine, poche settimane dopo, il fondatore e storico direttore della stessa Novaya Gazeta, Dmitry Muratov, veniva insignito del premio Nobel per la Pace. Ancora una volta i dettagli, così intrecciati e in...

Dramma elisabettiano di provincia americana (“Ohio” di Stephen Markley)

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  Premessa : parlare di “grande romanzo americano” o di “affresco epico” come ho visto fare a proposito di questo romanzo è decisamente troppo. Siamo di certo abituati all’oscurità della provincia americana, abbiamo visto e amato il Lynch di “Twin Peaks” e letto il grande Stephen King di “Dolores Claiborne” . I più aggiornati si saranno fatti anche qualche viaggio onirico a Silent Hill. E’ dunque quasi una passeggiata quella che ci viene proposta nella cittadina immaginaria di New Canaan (e il nome non è immune da suggestioni biblico apocalittiche), dove la gioventù si perde e si ritrova, malconcia, a dimostrare quanto sia malato il sogno americano. D'altronde, siamo pur sempre in un paese dove le armi si vendono e si comprano con facilità, così come gli psicofamaci, a qualsiasi età. Non svelo nulla della trama perché c’è l’ambizione di un piccolo colpo di scena finale, ma non posso nascondere di aver sbadigliato qualche volta. Quattro personaggi più in rilievo di altri, quattro su...

La mensa del Lupo (“Le assaggiatrici” di Rosella Postorino)

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  E’ stato un caso editoriale, ha stravinto anche il Campiello (nel 2018) e lo abbiamo visto comparire ovunque, grazie anche alla potenza di fuoco di un editore come Feltrinelli che ha molto investito nel lancio di quest’opera. Un romanzo che tutto sommato aveva molti ingredienti adatti a favorirne il successo: giovane scrittrice (che fa la editor per Einaudi), tema di sicuro interesse (Hitler, le sue morbose manie e le sue paranoie ossessive), realismo (la storia è ispirata alla vicenda reale di una delle cosiddette “assaggiatrici” del Füher, Margot Wölk). Siamo nel paese di Gross-Partsch, nella Prussia oggi polacca: poco distante vi è la “Tana del lupo” di Hitler, dove egli vive nascosto e terrorizzato dalla possibilità di essere avvelenato. Dieci donne tedesche ricevono un’offerta di lavoro che non possono rifiutare: assaggiare i 3 pasti quotidiani di Hitler, per verificare che non siano stati contaminati o avvelenati. L’atmosfera è soffocante, per le assaggiatrici e per chi leg...