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Smashing the patriarchy (“Il mostruoso femminile” di Jude Ellison Sady Doyle)

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  E’ singolare che un saggio riesca a incatenare il lettore e a solleticare la sua curiosità in modo così vivace: è la prima caratteristica che mi sento di evidenziare di questo lavoro. Il mostruoso femminile ha un sottotitolo, Il patriarcato e la paura delle donne , ed è questo il tema che sviluppa attraverso l’analisi dei ruoli classici della donna -figlia, moglie, madre- e tramite una esaltante corsa senza respiro nel mito, nella letteratura, nel cinema, nella televisione e nella cronaca nera. La donna diventa un mostro quando è libera e quando sottrae il suo corpo al controllo del patriarcato: questo il filo conduttore del viaggio, che passa da L’esorcista al mito di Lilith, dalle serial killer come Aileen Wuornos a Frankenstein di Mary Shelley, a Twin Peaks ai programmi true crime, a Psycho , alle madri dei più noti serial killer, come Ed Gein o alle madri “cattive” come la Doris Lessing de Il quinto figlio . Non è qui che si può riprodurre la complessità del pensiero che...

Un gigante uomo in un gigante lupo (“Era solo un ragazzo” di Guido Celli)

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  Questo piccolo libro è un poema, composto da 36 canti, dove di verso in verso si impone un viaggio nel rapporto di un figlio con il padre-ragazzo, e nel percorso di rielaborazione che da adulto compie, spiazzando di paradosso in paradosso il lettore, forse non perdonando ma sicuramente emancipandosi attraverso la poesia. Si tratta in realtà del primo volume della Trilogia della Cicatrice, seguito da “ Madre Materno ” e da “ Specchio Sorella ”: il nome dato alla trilogia già dice molto del percorso di cura che l’autore ha socializzato, sia attraverso la poesia sia attraverso le performances con le quali ha presentato i suoi lavori, in tutta Italia. La cicatrice resta in eterno, anche se la ferita è man mano guarita, diventando un ricordo: nei versi di Guido Celli, icastici e quotidiani, emerge la Roma violenta degli anni 80 e 90, emerge la figura di un padre aggressivo e irrequieto, “incendiato come una petroliera nel mare”, incastrato in un ruolo non voluto, di fronte a un b...

La misura del Male (“Il demone a Beslan” di Andrea Tarabbia)

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Il romanzo di Andrea Tarabbia, incentrato sulla strage della scuola n.1 di Beslan, in Ossezia, risale a circa 10 anni fa, ma quest’anno è stato rieditato e grazie a qualche annuncio pubblicato per l’occasione sono venuta a sapere della sua esistenza. Ho letto molto di Anna Politkovskaja su questa vicenda e in generale sulle guerre in Cecenia, per cui sono stata subito attratta da questo libro. Poi è accaduto che proprio ad ottobre 2021 ricorresse il quindicesimo anniversario dell’omicidio della giornalista della Novaya Gazeta, uccisa con quattro colpi di pistola proprio nel giorno del compleanno di Putin nel 2006. Contemporaneamente, proprio quest'anno scadevano i termini della prescrizione e si perdeva la speranza di fare giustizia e individuare i mandanti del suo assassinio.  Infine, poche settimane dopo, il fondatore e storico direttore della stessa Novaya Gazeta, Dmitry Muratov, veniva insignito del premio Nobel per la Pace. Ancora una volta i dettagli, così intrecciati e in...

Dramma elisabettiano di provincia americana (“Ohio” di Stephen Markley)

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  Premessa : parlare di “grande romanzo americano” o di “affresco epico” come ho visto fare a proposito di questo romanzo è decisamente troppo. Siamo di certo abituati all’oscurità della provincia americana, abbiamo visto e amato il Lynch di “Twin Peaks” e letto il grande Stephen King di “Dolores Claiborne” . I più aggiornati si saranno fatti anche qualche viaggio onirico a Silent Hill. E’ dunque quasi una passeggiata quella che ci viene proposta nella cittadina immaginaria di New Canaan (e il nome non è immune da suggestioni biblico apocalittiche), dove la gioventù si perde e si ritrova, malconcia, a dimostrare quanto sia malato il sogno americano. D'altronde, siamo pur sempre in un paese dove le armi si vendono e si comprano con facilità, così come gli psicofamaci, a qualsiasi età. Non svelo nulla della trama perché c’è l’ambizione di un piccolo colpo di scena finale, ma non posso nascondere di aver sbadigliato qualche volta. Quattro personaggi più in rilievo di altri, quattro su...

La mensa del Lupo (“Le assaggiatrici” di Rosella Postorino)

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  E’ stato un caso editoriale, ha stravinto anche il Campiello (nel 2018) e lo abbiamo visto comparire ovunque, grazie anche alla potenza di fuoco di un editore come Feltrinelli che ha molto investito nel lancio di quest’opera. Un romanzo che tutto sommato aveva molti ingredienti adatti a favorirne il successo: giovane scrittrice (che fa la editor per Einaudi), tema di sicuro interesse (Hitler, le sue morbose manie e le sue paranoie ossessive), realismo (la storia è ispirata alla vicenda reale di una delle cosiddette “assaggiatrici” del Füher, Margot Wölk). Siamo nel paese di Gross-Partsch, nella Prussia oggi polacca: poco distante vi è la “Tana del lupo” di Hitler, dove egli vive nascosto e terrorizzato dalla possibilità di essere avvelenato. Dieci donne tedesche ricevono un’offerta di lavoro che non possono rifiutare: assaggiare i 3 pasti quotidiani di Hitler, per verificare che non siano stati contaminati o avvelenati. L’atmosfera è soffocante, per le assaggiatrici e per chi leg...

Più amara della morte (“La donna gelata” di Annie Ernaux)

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Annie Ernaux prosegue con il suo viaggio letterario autobiografico, un viaggio senza finzioni e senza sconti, dove la sua vita appare allo stesso tempo scarnificata e vestita di poesia. “ La donna gelata ” non è tra le sue opere lette finora che mi hanno catturato maggiormente: ricordo di essere rimasta molto più avvolta da “Il posto” e da “Gli anni”. Ma la significanza di tutto il libro va oltre la fascinazione che può aver esercitato a prima vista : mi sono infatti convinta che non mi abbia catturato come gli altri perché ne ho percepito la terribile verità, ancora attuale, pur con gli innegabili avanzamenti che tutte noi abbiamo potuto registrare negli anni. Annie Ernaux mi ha fatto sentire pesante ogni singola scelta obbligata che ancora ti investe solo perché sei una donna. Non importa se sei una intellettuale, una lavoratrice, una sposa o una mamma. Per te non è consentito il tempo dilatato, unico vero prezioso gioiello che varrebbe la pena di farsi regalare, perché per te esist...

Tutti gli uomini (e le donne) sono mortali. ("Finitudine" di Telmo Pievani)

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  Tutto scorre e si avvia verso la fine, non solo la nostra vita di esseri minuscoli e marginali, ma anche la parabola di esistenza della Terra, del Sole, dell’intero Universo. Di questo si occupa il romanzo filosofico di Telmo Pievani, “Finitudine”, dove grazie a un dialogo impossibile (e immaginario) tra Albert Camus e Jacques Monod, si argomenta l’idea che nella morte non c’è senso né via di fuga, ma è grazie alla nostra libertà che possiamo accettarne l’ineluttabilità. Complicato? Forse. Ma vale la pena riflettere, accompagnati da un artificio narrativo originale, che immagina Camus, sopravvissuto all’incidente che in realtà lo uccise, dialogare durante la convalescenza con l’amico biologo e premio Nobel Jacques Monod, a proposito di un libro che stanno scrivendo insieme sulla finitudine cosmica. Sono entrambi partigiani, anti nazisti, ribelli, e concordano su un fatto : la consapevolezza della finitudine di tutte le cose non deve condannarci al nichilismo e al pessimismo cosm...