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Testa fra le donne ("Don Giovanni in Sicilia"di Vitaliano Brancati)

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La lettura dei classici determina un effetto tonificante, risveglia il gusto di una lingua raffinata, di termini desueti, offre una specie di balsamo all'amante del bello scrivere, apre ricordi e nostalgie e rinverdisce la consapevolezza di un amore senza tempo per la letteratura. Ecco un romanzo breve dei primissimi anni Quaranta, uno scrittore raffinato, che è stato intellettualmente onesto anche con i suoi iniziali percorsi politici (abbandonò presto la fascinazione verso il fascismo, rinnegando questa sua fase e dichiarando addirittura di provare ribrezzo), un uomo che si innamora di una attrice, Anna Proclemer, una mente libera che incapperà anche nella censura democristiana degli anni  dopo la Guerra, un grande sceneggiatore. Un uomo che la sera prima di essere operato per un intervento a seguito delle cui complicazioni trovò poi la morte, andò al cinema con la moglie Anna, dicendo a tutti "sono sereno". Basterebbe già la biografia dell'autore, Vita...

Lessico e nuvole ("Parole di giorni lontani" di Tullio De Mauro)

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Un piccolo e preziosissimo racconto autobiografico del grande linguista Tullio de Mauro, che usa come innesco dei ricordi le parole che ha progressivamente appreso da bambino, prima e durante i primi anni della scuola. Bellissime le atmosfere napoletane della sua infanzia, tra l'insorgere del fascismo e l'arrivo della guerra: ognuno di noi possiede il proprio personale patrimonio di " madeleines " linguistiche, le parole che da piccoli storpiavamo, le improvvise scoperte di termini che avevamo sempre ignorato, l'acquisizione di vocaboli nuovi, che ci facevano sentire più grandi. Divertente e tenero, come lo sguardo con cui De Mauro rivolge a un se stesso bambino che man mano cresce e verifica l'importanza della scuola, della famiglia, degli stimoli intellettuali che provengono dal mondo esterno e dalla vita quotidiana, anche dalla più semplice. Ogni capitoletto è dedicato a una parola, che diventa il fulcro di descrizioni e rievocazioni perfette nella loro ...

Fantasma-goria (“Canta, spirito, canta” di Jesmyn Ward)

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Jesmyn Ward è sicuramente un’autrice degna di attenzione, un altro bel colpo di NN Editore, che fra le varie ha lanciato anche Kent Haruf in Italia. Io da buona confusionaria ho letto questo romanzo senza sapere che è il secondo di una trilogia, la Trilogia di Bois Sauvage. Non che sia prescrittivo leggerli in sequenza, un po’ come per la Trilogia di Holt: probabilmente è una definizione comoda per gli editori più che per i lettori. Bois Sauvage è una località immaginaria nella costa del Mississippi, periferia povera, caratterizzata da razzismo, emarginazione, disuguaglianze. La vicenda è narrata da più punti di vista, il tredicenne Jojo, la madre tossicodipendente Leonie, Richie, uno degli spiriti, insieme a Given, che danno voce ai dimenticati, ai sommersi dalla violenza e dalla segregazione razziale. Ho amato molto i capitoli in cui a parlare è Jojo, tredicenne privato dell’infanzia, dolcissimo fratello maggiore di Kayla e amatissimo nipote di Pop e Mam. Tutti i persona...

Prima o poi la memoria arriva ("Dopo le fiamme" di Fernando Aramburu)

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La prima cosa da sapere prima di leggere questa raccolta di racconti è che sono stati scritti PRIMA di “Patria”, il grande successo internazionale di Fernando Aramburu (di cui si parla qui) . L’editore italiano, un po’ furbescamente, li ha ripubblicati di recente, con una fascetta equivoca, presentandoli implicitamente come una specie di seguito del romanzo con cui l’autore è diventato noto in Italia. Se così fosse stato, in effetti, avrei storto il naso ed espresso indignazione verso l’autore, attribuendo a lui la furba operazione editoriale di pubblicare dei racconti un po’ a traino del più noto “Patria”. Tra l’altro, per rinsaldare ben bene l’equivoco, ho anche letto da qualche parte qualcuno che ha definito la raccolta di racconti “Dopo le fiamme” come la “prosecuzione morale” di “Patria. Invece diciamo subito che così non è, poiché sono stati scritti prima e probabilmente il processo creativo è stato inverso. Nei racconti si ritrovano infatti molti grandi temi del p...

Una brava ragazza ("Lucky" di Alice Sebold)

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Di storie di violenze ne abbiamo lette tante. Abbiamo visto film, a volte terribilmente crudi nel rappresentare la realtà di uno stupro (volendo ne potremmo elencare decine: mi limito a "Sotto accusa" ovviamente, ma anche a "Boys don't cry"), abbiamo seguito serial infarciti di violenze (Il Trono di Spade ad esempio è strapieno di stupri), documentari e docu-fiction su vicende di cronaca diventate in alcuni casi ormai storia (dal delitto del Circeo a quello di Macerata). Dovremmo esserci abituate. Quotidianamente apprendiamo notizie di violenze a carattere sessuale. L'agghiacciante statistica delle donne che sono state molestate ci racconta di un fenomeno esteso che non risparmia nessuna. Potremmo quindi anche dirci che non c'è nulla di nuovo in un libro che racconta uno stupro. Invece ogni volta è un tassello in più di consapevolezza, un'occasione in più di comprensione. In questo caso crolla anche ogni elemento voyeuristico: non è la dettagliata...

No rain no flowers ("La morte del padre" di Karl Ove Knausgård)

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Il consiglio di intraprendere la lunga e oscura strada che si addentra nell'opera di Knausgård mi è giunto da un valoroso amico di letture, che come me ama il vagabondaggio fra i libri. Intanto voglio subito ringraziarlo: forse senza il suo suggerimento non avrei scoperto questo autore, o forse ci sarei arrivata chissà fra quanto tempo, perdendo quella sensazione di necessità che mi ha dato la lettura di questo libro. "Necessità" nel senso che era una lettura necessaria in questa fase della mia vita. E questa è una condizione irripetibile, perché le cose fluiscono e non ci sarà mai più un momento così perfetto. Ma per restare più concreti e non scivolare troppo sul privato, dico anche che: "adulto è colui che smette di cercare i propri genitori ovunque, e ciò che loro non hanno saputo o potuto dare" ** . In questo primo volume della monumentale autobiografia di Knausgård (che si compone di sei volumi, di cui per ora solo 5 tradotti e pubblicati in italiano)...

La mela e l’albero (“Il castello di vetro” di Jeannette Walls)

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Il mio viaggio di esplorazione nel mondo delle famiglie disfunzionali, disastrate e infelici prosegue. Ed ecco una nuova tappa, con questo best seller americano da milioni di lettori, che ha avuto anche un recente adattamento cinematografico (che ancora però non ho visto). Forse avevo qualche pregiudizio quando ho intrapreso la lettura, e mi sono resa conto terminando il libro, che dipendeva dal modo che stampa, critici e recensori vari hanno avuto di descrivere questa vicenda e la vita dell’autrice . Si nota una incomprensibile generalizzata esaltazione del lato romantico della storia: io sono invece rabbrividita spesso e volentieri leggendo le vicende che hanno coinvolto questi 4 bambini, fra cui l’autrice, che hanno avuto la sorte di essere stati messi al mondo da due adulti incapaci di badare anche a se stessi. Non sono riuscita a provare empatia verso questa madre bipolare e terribilmente egoista, né verso il padre alcoolizzato, anche se raffigurato attraverso lo sg...