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Toni di grigio (“Se questo è un uomo” di Primo Levi)

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Come molti, io questo libro lo avevo già letto.  Ma adesso sono una persona adulta, diversa, sicuramente una lettrice più attenta e preparata. Sarebbe paradossale mettersi ad analizzare, di questo libro, lo stile o la credibilità della vicenda. E’ lo stesso Primo Levi che dichiara, nell’appendice, di non essersi mai preoccupato dello stile. In fondo lui era un chimico. E in questo libro vuole essere solo testimone dei fatti che ha vissuto.  Arriva anche a dire che se non fosse stato deportato ad Auschwitz non sarebbe probabilmente diventato scrittore, perché non avrebbe sentito l’urgenza di raccontare. Non resta molto altro da aggiungere.  Se non la reazione di una donna adulta, quale io adesso sono,  di fronte a certe immagini, a certe parole.  Il grigio mi ha avvolto: grigio il campo, grigi i volti degli “ Häftling ” (i prigionieri), grigio il pezzo di pane quotidiano, grigia la zuppa, grigio il fango, grigio il terribile inverno polacco,...

Verosimile sia il dolore sopra ogni cosa (“Una vita come tante” di Hanya Yanagihara)

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Un libro della cui esistenza ho appreso grazie al tam tam che ha prodotto, in alcuni casi divenendo quasi oggetto di venerazione.  Un libro di 1094 pagine che al di là degli amanti dei tomi massicci (ne conosco un paio), potrebbe scoraggiare i lettori più volenterosi. Un libro che non posso negare mi abbia tenuto sveglia per più di una nottata e mi abbia fatto scendere parecchie lacrime.  Un libro che ti incatena e ti fa piangere sicuramente ha qualcosa da dire, non lo si può negare.  E infatti non sono in discussione le indubbie qualità di questo romanzo, che in più punti descrive emozioni e sentimenti con passaggi che meriterebbero una bella cornice dorata. Penso alla storia di Harold e del figlio perso troppo presto: le descrizioni dell’amore dei genitori nei confronti di questo bambino irrimediabilmente malato, un amore fatto di paura e di continua ricalibratura delle aspettative, sono bellissime ed emozionanti.  Tuttavia c’è qualcosa che no...

Cesare, il tanto amato ("La bella estate" di Cesare Pavese)

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Cesare Pavese è per me una figura magnetica: la sua storia e tutto ciò che lui era mi affascina da sempre. Ci sono tanti motivi alla base di questa fascinazione, alcuni li conosco, altri li sto ancora esplorando. Per questo ho deciso di ripartire da zero con la lettura delle sue opere. E ho fatto bene: non credevo sarebbe stato così bello rileggerlo. Così piacevole. Perché quest'uomo così malinconico, così ossessionato dall'amore, mi affascina tanto, fino al punto di chiamare mio figlio con il suo nome? Ne La bella estate , che ho appena riletto, c'è uno dei tanti motivi. Non ho mai letto uno scrittore (uomo) così magicamente capace di descrivere lo stato emotivo fragilissimo e candido di una sedicenne che si innamora, cosi come accade a Ginia, la protagonista del romanzo. Ginia rappresenta l'animo più intimo dell'autore: la sua purezza in pericolo, la sua tenerezza a metà fra donna e bambina, i suoi sogni amorosi e le sue ...

Criminal Minds (“Compulsion” di Meyer Levin)

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Da qualche anno sono molto gettonati film e telefilm sui killer seriali e sui cosiddetti “profiler”, che sulla base di elementi apparentemente insignificanti ricostruiscono la personalità del serial killer, anticipandone le mosse e individuandone le ossessioni. L’FBI, per quello che ne so io, che ho un immaginario deformato dai vari serial tipo Dexter o Hannibal , ha una sede a Quantico, in Virginia, dove lavorano i suoi profiler, criminologi, consulenti vari… un vero e proprio Centro per l’analisi dei crimini violenti. Tutto questo, nel 1924, l’anno in cui si svolgono le vicende narrate in Compulsion , era inimmaginabile. Per questo, il libro di Meyer Levin è sorprendentemente attuale, soprattutto per il quadro psicologico che tratteggia dei due dandy assassini ventenni Artie Straus  e Judd Steiner (nella realtà Nathan Leopold e Richard Loeb). Immediato il richiamo al Truman Capote di A sangue freddo , che però è successivo. Sono in effetti i primi due romanzi-...

Abracadabra ("L'arrivo di Saturno" di Loredana Lipperini)

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Loredana Lipperini, fra le alte cose, è una delle conduttrici radiofoniche di Fahreneit , lo storico programma di RadioTre dedicato a libri e idee. Conosce molto di letteratura, di scrittori e di scrittura, e ciò traspare dalla costruzione del suo libro e dall’accuratezza del suo stile. Ho letto i suoi saggi, dedicati alle donne nelle varie età della vita, e li ho sempre trovati illuminanti e molto documentati ( Ancora dalla parte delle bambine , Non è un paese per vecchie e Di mamma ce n’è più d’una ).  E’ una figura centrale del dibattito italiano sul genere, sul femminismo (o ciò che ne resta) e sulla letteratura.  L’arrivo di Saturno è probabilmente il romanzo che ha meditato per tanti anni di scrivere, basato sulla storia (vera) di Graziella De Palo e Italo Toni, spariti (uccisi) a Beirut nel settembre 1980.  Graziella era una delle più care amiche di Loredana Lipperini (che si autoraffigura nel libro con il personaggio-alter ego di Dora), morta a 2...

Anima Candida ("Candore" di Mario Desiati)

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La storia di Martino Bux, in Candore di Mario Desiati, sembra la storia di una strana Alice al maschile in un Paese delle Meraviglie fatto di reggicalze, gang bang, tacchi a spillo, in un mondo del porno idealizzato dal candore (appunto) del protagonista. Ho trovato questo romanzo interessante ma non travolgente, delicato ma non in grado di suscitare empatia, ben scritto ma non esente da incursioni nel banale. In sostanza grande potenziale inespresso: la poesia che potrebbe esprimere Martino Bux è rimasta bloccata nelle pagine, in una certa confusione di personaggi introdotti e poi abbandonati, o mal sviluppati. A pensarci bene praticamente tutti i personaggi sono piazzati lì e lasciati incompiuti: da Fabiana la prima fidanzata a Luisa, la donna-chiave che però esiste solo nell’assenza, ed è del tutto bidimensionale, fino a Cinzia la ex pornoattrice con svolta new age (?) o al produttore misterioso che sparisce in un incidente aereo.  Al di là di qu...

American Way of Life ("Misfatti" di Joyce Carol Oates)

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Questo libro è una raccolta di 21 racconti. Alcuni davvero notevoli (ad esempio *Copland*, o anche Tusk). Joyce Carol Oates è chirurgica nel descrivere l’inquietudine, la miseria umana, l’ossessione, l’amore che diventa gabbia, la violenza che si spaccia per amore, la claustrofobia emotiva, l’alienazione, la crudeltà, la vigliaccheria. Non comprendo perché il sottotitolo reciti :”Racconti di trasgressione” . In realtà di trasgressione io ne ho colta davvero poca. Almeno non nel senso che comunemente si dà al termine. C’è tutta quella roba che ho elencato sopra, che non definirei esattamente “trasgressione” , ma chissà che il sottotitolo non dipenda dall’editore italiano, che magari ha creduto così di attirare di più l’attenzione dei lettori. In ogni storia, elegantemente costruita e narrata da Oates, c’è un piccolo e a volte grottesco inferno quotidiano: siamo nel pieno dell’America, dei suoi riti e delle sue idiosincrasie. La famiglia, la coppia, le relazioni, sono la s...